L'orma
Il ritorno di Isaak de Vriendt
Il ritorno di Isaak de Vriendt
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Arnold Zweig
Gerusalemme, 1929.
Chi vuole morto il poeta e insigne giurista Isaak Joseph de Vriendt? A doverlo scoprire è un suo disilluso e fascinoso amico, l’agente dei servizi segreti britannici L.B. Irmin. Figura eminente dell’ebraismo ortodosso più conservatore, de Vriendt è in pericolo di vita: tra le tante cause, una relazione clandestina con un giovane arabo e la posizione pubblica ripetutamente espressa contro il sionismo, che ritiene colpevole di voler ridurre il popolo eletto a un semplice Stato-nazione.
Tra mercati, stanze d’albergo e redazioni di giornali di partito, Irmin ricostruisce i fili di un intrigo che si allarga a dismisura mostrando una città divisa e un’umanità attraversata da passioni inconciliabili. Gerusalemme è una polveriera pronta a esplodere nel primo sanguinoso scontro tra ebrei e arabi in Palestina.
Pubblicato nel 1932 e ispirato a un attentato politico che pochi anni prima aveva sconvolto la città, Il ritorno di Isaak de Vriendt è stato scritto, secondo le parole dello stesso autore, contro un’epoca in cui «le forze del militarismo e del nazionalismo erano ovunque in ascesa».
«Un libro che lascia un’impressione profonda. Il soggetto, la ricchezza della materia, la nitidezza del racconto, l’imparzialità della rappresentazione s’impadroniscono del lettore.»
Sigmund Freud
Brossura con alette
ottobre 2025
312 pagine
isbn 9791254761250
traduzione di Eusebio Trabucchi
arricchiscono il volume una postfazione dell’autore e una breve testimonianza ell’epistolario con Sigmund Freud
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